G.CAROFIGLIO, La manomissione delle parole, Milano, 2010
L'idea di questo libro è molto promettente: studiare come le parole vengono distorte e stravolte è una chiave per comprendere come una intera società (un sistema politico, una democrazia, ecc.) viene distorta o stravolta. Poche parole significano meno pensiero, parole confuse e vaghe significano idee confuse e vaghe, eccetera. Ne segue, o dovrebbe seguire, che il restaurare un linguaggio preciso e onesto, semplice e comprensibile, evitando sia le fumisterie sia le vacuità, è un passo magari non sufficiente, ma certamente necessario, per restaurare il sistema politico e la democrazia in primis.
Purtroppo il libro di Carofiglio (o meglio, il primo e più lungo saggio, che dà il titolo al volume; perché il secondo e più breve, sulle parole del diritto, è decisamente migliore) è ben lontano dal tentare anche solo in parte di realizzare un tale progetto. A un certo punto infatti scrive che il problema è quello della distorsione del linguaggio effettuata dal Potere: "un processo patologico di vera e propria conversione del linguaggio all'ideologia dominante. Un processo che si realizza attraverso l'occupazione della lingua, la manipolazione e l'abusivo impossessamento di parole chiave del lessico poltiico e civile" (p. 25).
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