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      <title>Karl Kraus: Recensioni</title>
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      <description>Faccio di una mosca un elefante. Non è arte questa?</description>
      <language>en</language>
      <copyright>Copyright 2012</copyright>
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         <title>L&apos;ultimo di Latouche</title>
         <description><![CDATA[<p>L'ultimo libro di Serge Latouche (<u><em>Per un'abbondanza frugale</em></u>, Bollati Boringhieri, 2012, p. 150) sarebbe, nelle intenzioni, una risposta ai critici. Da questo punto di vista, il risultato &egrave; incerto. La risposta consiste generalmente nella drastica negazione della fondatezza della critica (&quot;non &egrave; vero che la decrescita &egrave; oscurantista e antiscientifica&quot;; &quot;nulla di pi&ugrave; lontano della decrescita dal machismo&quot;, ecc.), accompagnata immediatamente dal diniego della sua importanza (&quot;ma in fondo, che c'&egrave; di male a voler tornare al passato?&quot;, &quot;non &egrave; forse vero che anche la sinistra/il femminismo/la scienza ha i suoi torti?&quot;), il che gi&agrave; di per s&eacute; &egrave; un procedimento assai poco sensato. Il peggio per&ograve; &egrave; che, nel prosieguo dei vari capitoletti, Latouche scrive cose che confermano abbondantemente le accuse. </p><p>Dopo aver negato che la decrescita sia antiscientifica, per esempio, aggiunge subito: d'altronde, capiamoci, non &egrave; che la scienza sia sempre buona e giusta; noi siamo per la scienza buona, ma contro la scienza cattiva; devono essere i cittadini a decidere quali ricerche scientifiche perseguire e quali no: cos&igrave; propone una &quot;<em>moratoria sull'innovazione tecnoscientifica</em>&quot;, in quanto la ricerca deve essere &quot;riorientata sulla base di nuove aspirazioni&quot;, e entra anche nel dettaglio di quello che si pu&ograve; fare e quello che non si pu&ograve; fare (p. 44-47).</p>]]></description>
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         <category>Fuffologia</category>
         <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:34:54 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>&quot;L&apos;assunto che l&apos;economia debba sottostarvi&quot;</title>
         <description><![CDATA[Amici mi chiedono di commentare una "nuova uscita di Tronti, nella quale i Romani vengono messi contro i Greci e il diritto contro l'agor&agrave;"]]></description>
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         <category>Finanza Internazionale</category>
         <pubDate>Tue, 22 Nov 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Questa è l&apos;alternativa</title>
         <description><![CDATA[<p><em style="color: #0000ff">Beh, &egrave; evidente che non conosco tutti e 300.000 i manifestanti. Per&ograve; conosco pi&ugrave; o meno direttamente tutte le aree politiche romane e tutte le aree politiche italiane che sono state in piazza oggi.<br />Il dibattito su cosa doveva e non doveva essere questo 15 ottobre, inoltre, era assolutamente pubblico e aperto.<br />Il movimento ha espresso in questa manifestazione notevoli diversit&agrave; sia politiche sia di iniziativa di piazza. Ed &egrave; giusto che sia cos&igrave;.<br />Il problema &egrave; un altro, e mi sembra rimanga ancora ignorato. E&rsquo; vero, c&rsquo;era una parte del corteo assolutamente contraria alle violenze di piazza, alla conflittualit&agrave; sociale, allo scontro politico, e si &egrave; resa subito manifesta. Nessuno lo nasconde.</em></p>]]></description>
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         <category>Konflitto Sociale</category>
         <pubDate>Mon, 17 Oct 2011 12:41:23 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Comunismo biologico</title>
         <description><![CDATA[<p><span>F.CIMATTI, <em><u>Naturalmente comunisti</u></em>, Milano, 2011<br /></span><span><span>&nbsp;</span></span></p><p><span><span>Che il comunismo sia stato declinato nei modi pi&ugrave; vari &egrave; cosa nota, basti pensare ai vari comunismi &lsquo;umanistici&rsquo;, &lsquo;scientifici&rsquo; ecc. che hanno riempito gli scaffali fino agli anni Ottanta del novecento. Ma appunto si trattava di un fenomeno che appariva esaurito con le ultime battute del &lsquo;secolo breve&rsquo;. Ultimamente invece la moda sembra riemergere, come dimostrano il comunismo &lsquo;ermeneutico&rsquo; in arrivo con l&rsquo;ultimo libro di Vattimo e appunto con il comunismo &lsquo;linguistico&rsquo; del libro di Cimatti che qui si commenta. <br /></span><span>Lo scopo del libro di Felice Cimatti &egrave;, n&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno, dimostrare che esiste un modo <em>naturale</em> di vivere per gli esseri umani, che il mondo attuale, cio&egrave; il capitalismo, non glielo consente, e quindi deve essere abbandonato, e che &egrave; possibile per gli uomini cominciare a vivere in modo conforme alla propria natura, precisamente nel senso che &ldquo;<em>la vita naturale&hellip; &egrave; quella che il filosofo Kal Marx chiama &lt;&lt;comunismo&gt;&gt;</em>&rdquo; (p. 1).<br /></span><span>Il modo migliore, e quindi l&rsquo;unico accettabile, di rendere giustizia a questo libro &egrave; quello di affrontarlo all&rsquo;altezza delle sue ambizioni, per comprendere se e in quale misura sia riuscito a dimostrare i suoi assunti.<br /></span></span></p>]]></description>
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         <category>Fuffologia</category>
         <pubDate>Mon, 18 Jul 2011 11:12:36 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Monsieur Vanderputte</title>
         <description>Les affaires étaient bonnes, malgré le départ des Americains et les bruits de lutte contre le marché noir. Mais ces bruits défaitistes ne nous troublaient pas. Le moment venu, &quot;on fera face&quot;, comme disait le vieux Vanderputte. Pour le moment les choses ne marchaient pas si mal que ça. Le pays manquait de tout. Les gens achetaient n&apos;importe quoi, à n&apos;importe quel prix.</description>
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         <category>Puericultura</category>
         <pubDate>Sun, 19 Jun 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>La Vittoria di Bersani</title>
         <description><![CDATA[L'aereo descriveva larghi cerchi sopra Ciampino, una pece nera e ondulante ricopriva la met&agrave; del terreno di atterraggio.]]></description>
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         <category>Ironia &amp; Leggerezza</category>
         <pubDate>Mon, 13 Jun 2011 16:16:30 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Prezzi e politica</title>
         <description><![CDATA[<span>-E&rsquo; pronto a riprendere?- disse un assistente, suggerendo<span>&nbsp; </span>che Emil avesse interrotto la riunione per ore invece che per minuti. Forse la sua lunga esperienza col ministro gli consentiva di scoprire la pi&ugrave; piccola quantit&agrave; di impazienza in Kosygin: Emil non riusciva a vederne alcuna, anche se<span>&nbsp; </span>quel che riusciva a vedere era abbastanza brutto.<br /></span><span>-Ci stava dicendo, Professore &ndash; disse Kosygin, - come abbiamo sbagliato tutto-.<br /></span><span>-Certo che no -<br /></span><span>-Bene- disse Kosygin, - perch&eacute; a quel che vedo io, la decisione cos&igrave; come gliel&rsquo;abbiamo esposta non contiene praticamente nulla che lei non abbia raccomandato. Questo sarebbe un momento singolare per cambiare la sua opinione, non crede?- Gli assistenti ghignarono. Lui si mise a contare sulla sua mano pallida. &ndash; Un tasso d&rsquo;interesse per permettere al beneficio futuro delle decisioni d&rsquo;investimento di essere correttamente scontate. S&igrave;. Un modo nuovo di calcolare i profitti d&rsquo;impresa che include un canone per l&rsquo;uso di macchinari e risorse. S&igrave;. Il compimento del piano da basarsi sui profitti e non sulla produzione fisica. S&igrave;. Tutte idee promosse dal suo gruppo. Allora cos&rsquo;&egrave; che non le piace? In quale stupidit&agrave; pensa che siamo caduti?-<br /></span>]]></description>
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         <category>How do we do this?</category>
         <pubDate>Mon, 13 Jun 2011 01:03:10 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Contro l&apos;omologazione</title>
         <description><![CDATA[<p>G.CLARK, <em><u>L&rsquo;economia della preistoria</u></em>, Roma-Bari, Laterza, 1992</p><p>Si <span>&nbsp;</span>tratta di una raccolta di scritti del grande archeologo inglese, che coprono un arco di tempo che va dal 1945 al 1976. Gli argomenti <span>&nbsp;</span>ovviamente sono i pi&ugrave; vari; a me sono interessate soprattutto le cose che seguono.</p>]]></description>
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         <category>Storia</category>
         <pubDate>Mon, 23 May 2011 08:04:31 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Le donne nelle società primitive</title>
         <description><![CDATA[<span>Il saggio di Evans-Pritchard che d&agrave; il titolo al volume &egrave; del<span>&nbsp; </span>1955; solo di questo parler&ograve;. Parte dalla considerazione che tutte le analisi del ruolo e della posizione della donna nelle societ&agrave; primitive a quella data si basavano su dati lacunosi e, soprattutto, su alcuni pregiudizi (da quelli di classe degli antropologi stessi, alla convinzione &lsquo;evoluzionistica&rsquo; delle societ&agrave; umane, per cui alla base della scala c&rsquo;era la scimmia femmina e in cima la signora vittoriana). Il punto &egrave; che ogni analisi del genere parte dal paragone tra la posizione della donna nella societ&agrave; primitiva e nella nostra societ&agrave;. Ma il paragone nasconde molte insidie.<span>&nbsp; </span>Intanto, c&rsquo;&egrave; il problema di cosa si debba considerare: la posizione giuridica o la posizione &lsquo;reale&rsquo;? EP cita con approvazione Lowie, secondo cui<span>&nbsp; </span>i rapporti uomo-donna coinvolgono molti aspetti diversi e privilegiarne uno &egrave; pericoloso; <span>&nbsp;</span>sicch&eacute; &ldquo;<em>da un punto di vista teorico, infatti, il kirghiso musulmano pu&ograve; divorziare dalla moglie a suo piacimento, mentre in pratica lo fa soltanto assai di rado. Il pensiero metafisico cinese, per es., associa il principio femminile dell&rsquo;universo al male e per di pi&ugrave; lo status giuridico della donna &egrave; di completa inferiorit&agrave;. Questo non ha mai impedito per&ograve; ad un gran numero di donne di stabilire una loro supremazia al&rsquo;interno del nucleo domestico semplicemente imponendo la loro<span>&nbsp; </span>personalit&agrave; n&eacute; ha impedito loro di assumere un ruolo determinante nella letteratura e negli affari pubblici.</em> (p. 32)&ldquo; Una posizione, come si vede, alquanto discutibile.&nbsp;<span>&nbsp;</span></span>]]></description>
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         <category>Antropologia</category>
         <pubDate>Mon, 09 May 2011 08:15:24 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Erbivori</title>
         <description>&quot;Che la gente (intesa come stragrande maggioranza) si muova come un branco di pecore / buoi / altri erbivori a scelta, non mi sembra una novità&quot;.</description>
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         <category>Dignità della Donna</category>
         <pubDate>Mon, 09 May 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Socrate non capisce l&apos;agricoltura</title>
         <description><![CDATA[Questo doveva essere un rapido testo sull'Oikonomikos di&nbsp;Senofonte ma nella mia antica edizione &quot;BUR&quot; del 1991 c'&egrave; una curiosa introduzione di Diego Lanza sulla quale vale la pena osservare qualcosa.]]></description>
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         <category>Economia</category>
         <pubDate>Tue, 26 Apr 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Beni Pubblici</title>
         <description><![CDATA[Il Post invita un editore di e-books, ma 'diverso', a <a target="_blank" href="http://www.ilpost.it/2011/02/03/sono-un-editore-di-ebook/">raccontare come &egrave; diventato editore</a>.]]></description>
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         <category>Pop Art</category>
         <pubDate>Fri, 04 Feb 2011 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Parole manomesse</title>
         <description><![CDATA[<p>G.CAROFIGLIO, <em><u>La manomissione delle parole</u></em>, Milano, 2010</p><p>L'idea di questo libro &egrave; molto promettente: studiare come le parole vengono&nbsp;distorte e&nbsp;stravolte &egrave; una chiave per comprendere come una intera societ&agrave; (un sistema politico, una democrazia, ecc.) viene distorta o stravolta. Poche parole significano meno pensiero, parole confuse e vaghe significano idee confuse e vaghe, eccetera. Ne segue, o dovrebbe seguire, che il restaurare un linguaggio preciso e onesto, semplice e comprensibile, evitando sia le fumisterie sia le vacuit&agrave;, &egrave; un passo magari non sufficiente, ma certamente necessario, per restaurare il sistema politico e la democrazia in primis.</p><p>Purtroppo il libro di Carofiglio (o meglio, il primo e pi&ugrave; lungo saggio, che d&agrave; il titolo al volume; perch&eacute; il secondo e pi&ugrave; breve, sulle parole del diritto, &egrave; decisamente migliore)&nbsp;&egrave; ben lontano dal tentare anche solo in parte di realizzare un tale progetto. A un certo punto infatti scrive che il problema &egrave; quello della distorsione del linguaggio effettuata dal Potere: &quot;<em>un processo patologico di vera e propria conversione del linguaggio all'ideologia dominante. Un processo che si realizza attraverso l'occupazione della lingua, la manipolazione e l'abusivo impossessamento di parole chiave del lessico poltiico e civile</em>&quot; (p. 25).</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <category>Pop Art</category>
         <pubDate>Sun, 05 Dec 2010 18:49:29 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Red Plenty</title>
         <description><![CDATA[<p>F.SPUFFORD, <em><u>Red Plenty</u></em>: London, Faber, 2010</p><p>Non ha molto senso, di solito, palare di &quot;coraggio&quot; a proposito di un romanzo: ma che ne dite di un romanzo il cui protagonista non &egrave; un personaggio, o tanti personaggi (OK, tranquilli: ce ne sono parecchi, alcuni simpatici, altri meno - in particolare rimane impresso, tra gli odiosissimi,&nbsp;Kosygin -; molti realmente esistiti - come Kruscev e Kantorovic -, altri immaginari), ma una intera economia? Nientemeno che l'economia dell'URSS, nel ventennio Cinquanta- Sessanta (tendenzialmente, il periodo di Kruscev, con le sue immediate propaggini, fino al 1968)? Sembra una follia, no? Nessuno lo pubblicherebbe. E ammesso che qualcuno lo pubblicasse, chi mai lo legger&agrave;?</p>]]></description>
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         <category>Economia</category>
         <pubDate>Sun, 28 Nov 2010 17:46:15 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Due note su Marcuse</title>
         <description><![CDATA[1) In <em><u>Progresso e felicit&agrave;</u></em> (uno scritto del 1957) Marcuse sostiene che il progresso 'tecnico' non ha finora portato il progresso 'umano': la potenza tecnica, il miglioramento economico, non ha portato pi&ugrave; libert&agrave;, pi&ugrave; autorealizzazione, pi&ugrave; autonomia, pi&ugrave; felicit&agrave;. Quale &egrave; la ragione? La ragione &egrave;, seguendo (una particolare lettura di) Freud, che la civilt&agrave; pu&ograve; sorgere solo quando le pulsioni fondamentali dell'uomo, quella di amore e quella di morte, vengono represse e la loro potenza, la loro energia, diviene disponibile per fini produttivi e sociali. Ne segue che si instaura un meccanismo a catena: l'individuo si nega la soddisfazione istintuale 'investendo' l'energia in produzione sempre nuova di cui nuovamente si vieter&agrave; il godimento, e cos&igrave; via. E' un <em>circolo vizioso</em> del progresso.]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/recensioni/2010/10/due_note_su_marcuse.php</link>
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         <category>Saggistica</category>
         <pubDate>Mon, 04 Oct 2010 10:36:32 +0100</pubDate>
      </item>
      
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