February 2012

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January 23, 2012

L'ultimo di Latouche

L'ultimo libro di Serge Latouche (Per un'abbondanza frugale, Bollati Boringhieri, 2012, p. 150) sarebbe, nelle intenzioni, una risposta ai critici. Da questo punto di vista, il risultato è incerto. La risposta consiste generalmente nella drastica negazione della fondatezza della critica ("non è vero che la decrescita è oscurantista e antiscientifica"; "nulla di più lontano della decrescita dal machismo", ecc.), accompagnata immediatamente dal diniego della sua importanza ("ma in fondo, che c'è di male a voler tornare al passato?", "non è forse vero che anche la sinistra/il femminismo/la scienza ha i suoi torti?"), il che già di per sé è un procedimento assai poco sensato. Il peggio però è che, nel prosieguo dei vari capitoletti, Latouche scrive cose che confermano abbondantemente le accuse.

Dopo aver negato che la decrescita sia antiscientifica, per esempio, aggiunge subito: d'altronde, capiamoci, non è che la scienza sia sempre buona e giusta; noi siamo per la scienza buona, ma contro la scienza cattiva; devono essere i cittadini a decidere quali ricerche scientifiche perseguire e quali no: così propone una "moratoria sull'innovazione tecnoscientifica", in quanto la ricerca deve essere "riorientata sulla base di nuove aspirazioni", e entra anche nel dettaglio di quello che si può fare e quello che non si può fare (p. 44-47).

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November 22, 2011

"L'assunto che l'economia debba sottostarvi"

Amici mi chiedono di commentare una "nuova uscita di Tronti, nella quale i Romani vengono messi contro i Greci e il diritto contro l'agorà"

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October 17, 2011

Questa è l'alternativa

Beh, è evidente che non conosco tutti e 300.000 i manifestanti. Però conosco più o meno direttamente tutte le aree politiche romane e tutte le aree politiche italiane che sono state in piazza oggi.
Il dibattito su cosa doveva e non doveva essere questo 15 ottobre, inoltre, era assolutamente pubblico e aperto.
Il movimento ha espresso in questa manifestazione notevoli diversità sia politiche sia di iniziativa di piazza. Ed è giusto che sia così.
Il problema è un altro, e mi sembra rimanga ancora ignorato. E’ vero, c’era una parte del corteo assolutamente contraria alle violenze di piazza, alla conflittualità sociale, allo scontro politico, e si è resa subito manifesta. Nessuno lo nasconde.

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July 18, 2011

Comunismo biologico

F.CIMATTI, Naturalmente comunisti, Milano, 2011
 

Che il comunismo sia stato declinato nei modi più vari è cosa nota, basti pensare ai vari comunismi ‘umanistici’, ‘scientifici’ ecc. che hanno riempito gli scaffali fino agli anni Ottanta del novecento. Ma appunto si trattava di un fenomeno che appariva esaurito con le ultime battute del ‘secolo breve’. Ultimamente invece la moda sembra riemergere, come dimostrano il comunismo ‘ermeneutico’ in arrivo con l’ultimo libro di Vattimo e appunto con il comunismo ‘linguistico’ del libro di Cimatti che qui si commenta.
Lo scopo del libro di Felice Cimatti è, né più né meno, dimostrare che esiste un modo naturale di vivere per gli esseri umani, che il mondo attuale, cioè il capitalismo, non glielo consente, e quindi deve essere abbandonato, e che è possibile per gli uomini cominciare a vivere in modo conforme alla propria natura, precisamente nel senso che “la vita naturale… è quella che il filosofo Kal Marx chiama <<comunismo>>” (p. 1).
Il modo migliore, e quindi l’unico accettabile, di rendere giustizia a questo libro è quello di affrontarlo all’altezza delle sue ambizioni, per comprendere se e in quale misura sia riuscito a dimostrare i suoi assunti.

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June 19, 2011

Monsieur Vanderputte

Les affaires étaient bonnes, malgré le départ des Americains et les bruits de lutte contre le marché noir. Mais ces bruits défaitistes ne nous troublaient pas. Le moment venu, "on fera face", comme disait le vieux Vanderputte. Pour le moment les choses ne marchaient pas si mal que ça. Le pays manquait de tout. Les gens achetaient n'importe quoi, à n'importe quel prix.

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June 13, 2011

La Vittoria di Bersani

L'aereo descriveva larghi cerchi sopra Ciampino, una pece nera e ondulante ricopriva la metà del terreno di atterraggio.

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Prezzi e politica

-E’ pronto a riprendere?- disse un assistente, suggerendo  che Emil avesse interrotto la riunione per ore invece che per minuti. Forse la sua lunga esperienza col ministro gli consentiva di scoprire la più piccola quantità di impazienza in Kosygin: Emil non riusciva a vederne alcuna, anche se  quel che riusciva a vedere era abbastanza brutto.
-Ci stava dicendo, Professore – disse Kosygin, - come abbiamo sbagliato tutto-.
-Certo che no -
-Bene- disse Kosygin, - perché a quel che vedo io, la decisione così come gliel’abbiamo esposta non contiene praticamente nulla che lei non abbia raccomandato. Questo sarebbe un momento singolare per cambiare la sua opinione, non crede?- Gli assistenti ghignarono. Lui si mise a contare sulla sua mano pallida. – Un tasso d’interesse per permettere al beneficio futuro delle decisioni d’investimento di essere correttamente scontate. Sì. Un modo nuovo di calcolare i profitti d’impresa che include un canone per l’uso di macchinari e risorse. Sì. Il compimento del piano da basarsi sui profitti e non sulla produzione fisica. Sì. Tutte idee promosse dal suo gruppo. Allora cos’è che non le piace? In quale stupidità pensa che siamo caduti?-

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May 23, 2011

Contro l'omologazione

G.CLARK, L’economia della preistoria, Roma-Bari, Laterza, 1992

Si  tratta di una raccolta di scritti del grande archeologo inglese, che coprono un arco di tempo che va dal 1945 al 1976. Gli argomenti  ovviamente sono i più vari; a me sono interessate soprattutto le cose che seguono.

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May 9, 2011

Le donne nelle società primitive

Il saggio di Evans-Pritchard che dà il titolo al volume è del  1955; solo di questo parlerò. Parte dalla considerazione che tutte le analisi del ruolo e della posizione della donna nelle società primitive a quella data si basavano su dati lacunosi e, soprattutto, su alcuni pregiudizi (da quelli di classe degli antropologi stessi, alla convinzione ‘evoluzionistica’ delle società umane, per cui alla base della scala c’era la scimmia femmina e in cima la signora vittoriana). Il punto è che ogni analisi del genere parte dal paragone tra la posizione della donna nella società primitiva e nella nostra società. Ma il paragone nasconde molte insidie.  Intanto, c’è il problema di cosa si debba considerare: la posizione giuridica o la posizione ‘reale’? EP cita con approvazione Lowie, secondo cui  i rapporti uomo-donna coinvolgono molti aspetti diversi e privilegiarne uno è pericoloso;  sicché “da un punto di vista teorico, infatti, il kirghiso musulmano può divorziare dalla moglie a suo piacimento, mentre in pratica lo fa soltanto assai di rado. Il pensiero metafisico cinese, per es., associa il principio femminile dell’universo al male e per di più lo status giuridico della donna è di completa inferiorità. Questo non ha mai impedito però ad un gran numero di donne di stabilire una loro supremazia al’interno del nucleo domestico semplicemente imponendo la loro  personalità né ha impedito loro di assumere un ruolo determinante nella letteratura e negli affari pubblici. (p. 32)“ Una posizione, come si vede, alquanto discutibile.  

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Erbivori

"Che la gente (intesa come stragrande maggioranza) si muova come un branco di pecore / buoi / altri erbivori a scelta, non mi sembra una novità".

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