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      <title>Karl Kraus</title>
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      <description>certaine gayeté d&apos;esprit conficte en mespris des choses fortuites</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2012</copyright>
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         <title>Papini e la democrazia</title>
         <description><![CDATA[<p>Cosicch&eacute; la famosa democrazia si riduce unicamente ai discorsi che si fanno nei comizi, nei consigli comunali, a Montcitorio, i quali cambiano ben poco&nbsp;la reale essenza delle cose - cio&egrave; il fatto di una nazione di lavoratori e di consumatori spadroneggiata da poche centinaia di ricchi astuti e da qualche migliaio di chiacchieroni loro dipendenti (...) la democrazia, com'&egrave; oggi jou&eacute;e nei principali paesi del mondo, non &egrave; che un paravento ideologico-parlamentare per ricoprire gli affari dei veri poteri - soprattutto del Danaro che su tutti gli altri primeggia. Pi&ugrave; si va in l&agrave; con le parole e pi&ugrave; si resta l&igrave; coi fatti. Si guardi la Francia e gli Stati Uniti. Regnano effettivamente quelli che hanno molti quattrini (azionisti, ecc.). A loro non importa che si gridi viva il Papa o viva il Suffragio Universale o viva la Repubblica o viva il Re purch&eacute; le tariffe doganali siano fissate a modo loro, purch&eacute; si diano a certi tali gruppi le forniture militari, l'appalto dei grandi lavori pubblici, le concessioni di linee marittime, le commissioni di navi e di cannoni e purch&egrave; il sistema tributario sia fatto in modo che non li colpisca troppo duramente. Questa gente, avendo i quattrini, ha quel che vuole: giornalisti brillanti, politicanti abili, ministri arrendevoli ecc. Sono loro che manipolano, senza parere, l'opinione pubblica, le coalizioni parlamentari e i programmi ministeriali.</p><p>(G.PAPINI, 1913, cit. in M.ISNENGHI, <em><u>Il mito della Grande Guerra</u></em>, Bologna, 2007, p. 91-92)</p>]]></description>
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         <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:13:16 +0100</pubDate>
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         <title>Mandiamo avanti i giovani!</title>
         <description><![CDATA[<p>L'unico vantaggio sicuro di una rivoluzione trionfante, sarebbe il cambiamento del personale dirigente. Una nuova generazione pi&ugrave; fresca e pi&ugrave; giovane che arriva al potere &egrave; sempre un bene - almeno per un certo tempo. Noi siamo troppo in mano dei vecchi e degli anziani. Non c'&egrave; quasi mai l'afflusso di un sangue nuovo nelle vene della classe dominante. Se c'entra c'entra a gocce e il risultato non si vede&nbsp;&nbsp;perch&eacute; i nuovi devono prender le forme degli antichi o tornar via. Un uomo intelligente che voglia arrivare ai primi posti deve passare per cos&igrave; lunghe e umilianti&nbsp; trafile che quando arriva, se arriva, ha le spalle curve e la voce fioca. Chi poteva essere un salvatore a trent'anni, impiegato bene, a settanta &egrave; un posapiano come tutti gli altri.</p><p>(G.PAPINI, 1913, cit. in M.ISNENGHI, <em><u>Il mito della Grande Guerra</u></em>, Bologna, 2007, p. 94-95)</p>]]></description>
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         <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:24:59 +0100</pubDate>
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         <title>L&apos;ultimo di Latouche</title>
         <description><![CDATA[<p>L'ultimo libro di Serge Latouche (<u><em>Per un'abbondanza frugale</em></u>, Bollati Boringhieri, 2012, p. 150) sarebbe, nelle intenzioni, una risposta ai critici. Da questo punto di vista, il risultato &egrave; incerto. La risposta consiste generalmente nella drastica negazione della fondatezza della critica (&quot;non &egrave; vero che la decrescita &egrave; oscurantista e antiscientifica&quot;; &quot;nulla di pi&ugrave; lontano della decrescita dal machismo&quot;, ecc.), accompagnata immediatamente dal diniego della sua importanza (&quot;ma in fondo, che c'&egrave; di male a voler tornare al passato?&quot;, &quot;non &egrave; forse vero che anche la sinistra/il femminismo/la scienza ha i suoi torti?&quot;), il che gi&agrave; di per s&eacute; &egrave; un procedimento assai poco sensato. Il peggio per&ograve; &egrave; che, nel prosieguo dei vari capitoletti, Latouche scrive cose che confermano abbondantemente le accuse. </p><p>Dopo aver negato che la decrescita sia antiscientifica, per esempio, aggiunge subito: d'altronde, capiamoci, non &egrave; che la scienza sia sempre buona e giusta; noi siamo per la scienza buona, ma contro la scienza cattiva; devono essere i cittadini a decidere quali ricerche scientifiche perseguire e quali no: cos&igrave; propone una &quot;<em>moratoria sull'innovazione tecnoscientifica</em>&quot;, in quanto la ricerca deve essere &quot;riorientata sulla base di nuove aspirazioni&quot;, e entra anche nel dettaglio di quello che si pu&ograve; fare e quello che non si pu&ograve; fare (p. 44-47).</p>]]></description>
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         <category>Fuffologia</category>
         <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:34:54 +0100</pubDate>
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         <title>Sorteggi</title>
         <description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa Michele Ainis, in <a href="http://www.corriere.it/opinioni/12_gennaio_02/ainis-una-camera-dei-cittadini_4e7f5bb0-3527-11e1-a9e9-f391576f69b4.shtml">questo</a> articolo, tra le altre cose ha suggerito di adottare il sorteggio per la nomina dei senatori. Naturalmente l'articolo &egrave; molto discutibile, non tanto per le proposte in s&eacute;, quanto per i presupposti (il problema in Italia sono le caste, le &eacute;lite, e via paretomoscamichelsando). Per&ograve; sul sorteggio una cosa va detta: che se c'&egrave; un sistema assolutamente, integralmente democratico e ugualitario di nomina alle cariche politiche, &egrave; proprio quello. Invece la maggior parte delle risposte (vedi in particolare <a href="http://www.unita.it/commenti/michele-prospero/i-cattivi-maestri-del-sorteggio-1.373698">questa</a>, di questo genio de l<u>'Unit&agrave;</u>) hanno negato proprio questo. E sono disposti a citare chiunque, da Aristotele e Montesquieu, pur di non fare il nome della citt&agrave; di Atene, che com'&egrave; noto con la democrazia non c'entra nulla. Cos&igrave; arriviamo al punto di parlare di &quot;<em>alcune citt&agrave; democratiche greche</em>&quot; e di sostenere che &quot;<em>nella democrazia con regole e forme giuridiche efficaci vige la rappresentanza e il voto, non gi&agrave; il sorteggio. Nelle altre democrazie, quelle degeneri per&ograve;, i senatori e i giudici si sorteggiano, ma sono lungi dall&rsquo;essere dei regimi politici desiderati e ben funzionanti</em>.&quot;</p><p>Alle corbellerie di Ainis non si pu&ograve; rispondere con corbellerie uguali e contrarie, gente. Prima bisogna almeno studiare.<br /></p><p>P.S.: segnalo anche l'imperdibile dibbbbattito <a href="http://www.paolomichelotto.it/blog/2012/01/07/anche-sul-corriere-si-parla-di-revoca/">qui</a>.</p>]]></description>
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         <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:08:10 +0100</pubDate>
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         <title>Saperla lunga</title>
         <description><![CDATA[Non vi pare anche a voi che, se davvero Parisi gi&agrave; sapeva fin dall'inizio che i quesiti&nbsp;referendari sarebbero stati bocciati dalla Corte Costituzionale, non si capisce perch&eacute; avrebbe raccolto le firme sugli stessi quesiti? Che senso aveva? Le raccoglieva cos&igrave; per passare&nbsp;allegramente il tempo?&nbsp;]]></description>
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         <pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:58:30 +0100</pubDate>
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         <title>L&apos;autobiografia della nazione</title>
         <description><![CDATA[Il fascismo in Italia &egrave; un'indicazione d'infanzia perch&eacute; sogna il trionfo della facilit&agrave;, della fiducia, dell'entusiasmo. Si pu&ograve; ragionare del ministero Mussolini come di un fatto d'ordinaria amministrazione. Ma il fascismo &egrave; stato qualcosa di pi&ugrave;: &egrave; stato l'autobiografia della nazione. Una nazione che crede alla collaborazione delle classi; che rinuncia per pigrizia alla lotta politica, dovrebbe essere guardata e guidata con qualche precauzione. (...)]]></description>
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         <pubDate>Wed, 11 Jan 2012 03:06:57 +0100</pubDate>
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         <title>Auguri</title>
         <description><![CDATA[<p>Sar&ograve; fuori per i prossimi quindici giorni; ci risentiamo dopo le feste.</p><p>Auguri a tutti!</p>]]></description>
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         <pubDate>Sat, 24 Dec 2011 16:13:31 +0100</pubDate>
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         <title>I popoli non amano i missionari armati</title>
         <description><![CDATA[(Parlando della democrazia) Ci&ograve; che intendo dire &egrave; che, a partire dal momento in cui quei valori si sono realizzati da qualche parte, pur se in maniera del tutto insufficiente e deformata come lo sono stati o lo sono tuttora in Occidente, essi esercitano una sorta di richiamo sugli altri, senza che ci sia per questo una fatalit&agrave; o una vocazione universale delle persone per la democrazia. Se invece il senso della sua domanda &egrave;: che si fa se gli altri persistono? (perch&eacute; in definitiva &egrave; quetso il problema), allora la risposta &egrave;: non si pu&ograve; fare nulla, salvo predicare con l'esempio. Robespierre diceva: &quot;i popoli non amano i missionari armati&quot;. Io nno sono per l'imposizione con la forza di una democrazia qualsiasi, di una rivoluzione qualsiasi, nei paesi islamici o in qualunque altro paese. ]]></description>
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         <pubDate>Mon, 19 Dec 2011 08:21:33 +0100</pubDate>
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         <title>Distorsioni</title>
         <description><![CDATA[Che si tratti di Thierry Maulnier, brillante scrittore&nbsp; e giornalista eletto all'Acad&eacute;mie Fran&ccedil;aise, o del ben noto ideologo politico Betrand de Jouvenel, entrambi diventati liberali, &egrave; quanto mai evidente che le loro nuove 'conversioni' dimostrano in che modo essi considerassero il passato e, in particolare, il loro ruolo nel periodo tra le due guerre mondiali. Cosa c'&egrave; di pi&ugrave; semplice, d'altra parte, che interpretare un periodo alla luce del successivo? E cosa c'&egrave; di pi&ugrave; facile che concepire gli individui come fatti tutti d'un pezzo e mai soggetti a variazioni?&nbsp;]]></description>
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         <pubDate>Mon, 12 Dec 2011 10:37:18 +0100</pubDate>
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         <title>Scetticismo e dogmatismo</title>
         <description><![CDATA[<p>Lo scetticismo ha proceduto in generale di pari passo con la progressiva degenerazione della filosofia e del mondo, fino a degradarsi al giorno d'oggi, insieme al dogmatismo, ad un punto tale che ormai per ambedue i fatti della coscienza hanno una certezza innegabile e per entrambi la verit&agrave; risiede nella temporalit&agrave;. Cos&igrave;, dal momento che gli estremi si toccano, si torna a raggiungere nei nostri tempi felici la grande meta che <em>verso il basso</em> dogmatismo e scetticismo coincidono, tendendosi entrambi la mano nel modo pi&ugrave; amichevole e fraterno.</p><p>(HEGEL, <em><u>Rapporto dello scetticismo con la filosofia</u></em> [1801], Bari, 1977, p. 89)</p>]]></description>
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         <pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:10:49 +0100</pubDate>
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         <title>But notta Carlotta</title>
         <description><![CDATA[<p>GIUSEPPE, da barber, ees greata for &quot;mash,&quot; <br />He gotta da bigga, da blacka mustache, <br />Good clo'es an' good styla an' playnta good cash. <br /><br />W'enevra Giuseppe ees walk on da street, <br />Da peopla dey talka, &quot;how nobby! how neat! <br />How softa da handa, how smalla da feet.&quot; <br /><br />He raisa hees hat an' he shaka hees curls, <br />An' smila weeth teetha so shiny like pearls; <br />O! many da heart of da seelly young girls <br />He gotta. <br />Yes, playnta he gotta&mdash; <br />But notta <br />Carlotta! <br /><br />Giuseppe, da barber, he maka da eye, <br />An' lika da steam engine puffa an' sigh, <br />For catcha Carlotta w'en she ees go by. <br /><br />Carlotta she walka weeth nose in da air, <br />An' look through Giuseppe weeth far-away stare, <br />As eef she no see dere ees som'body dere. <br /><br />Giuseppe, da barber, he gotta da cash, <br />He gotta da clo'es an' da bigga mustache, <br />He gotta da seely young girls for da &quot;mash,&quot; <br />But notta&mdash; <br />You bat my life, notta&mdash; <br />Carlotta. <br />I gotta!</p><p>(T.A.DALY, <em><u>Mia Carlotta</u></em>, )</p>]]></description>
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         <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 11:06:13 +0100</pubDate>
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         <title>In Memoriam Francesco Sala</title>
         <description><![CDATA[E' morto Francesco Sala, uno dei massimi biotecnologi del mondo (anche se ormai, praticamente, in Italia non poteva pi&ugrave; lavorare). L'ho incontrato una volta sola, l'anno scorso, ma era impossibile non restare colpiti dalla passione (contagiosa) per il suo lavoro, dalla sua curiosit&agrave; e dal suo disinteresse.&nbsp;Mi dispiace non averlo conosciuto meglio. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-12-01/francesco-sala-biologo-propugno-190937.shtml?uuid=AaMKyQQE">Qui</a>, <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/12/02/francesco-sala-leretico-degli-ogm-italiani/">qui</a> e <a href="http://annameldolesi.italianieuropei.it/2011/12/addio-al-papa-italiano-degli-ogm/">qui</a> alcuni articoli che parlano di lui e della sua opera.]]></description>
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         <pubDate>Sat, 03 Dec 2011 00:31:30 +0100</pubDate>
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         <title>Ma quanto consuma l&apos;agricoltura locale?</title>
         <description><![CDATA[<p>Un bellissimo <a href="http://www.freakonomics.com/2011/11/14/the-inefficiency-of-local-food/">articolo</a> (per una volta) su <em>Freakonomics</em> ve ne pu&ograve; dare un'idea. La conclusione:</p><p style="color: #3300cc"><em>From roughly 1940 to 1990, the world&rsquo;s farmers doubled their output to accommodate a doubling of the world population. And they did it on a shrinking base of cropland. Agricultural productivity can continue to grow, but not by turning back the clock. Local foods may have a place in the market. But they should stand on their own, and local food consumers should understand that they aren&rsquo;t necessarily buying something that helps the planet, and it may hurt the poor.</em></p><p>Ma figuratevi se qualcuno in Coldiretti, Slowfood o Repubblica vorr&agrave; perderci dieci minuti del suo preziosissimo tempo.</p>]]></description>
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         <pubDate>Mon, 28 Nov 2011 00:29:59 +0100</pubDate>
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         <title>Utopisti e ragionieri</title>
         <description><![CDATA[<p>Machiavelli: Ma procediamo con ordine. Vorrei partire da un articolo del 1994, nel quale Enrico Brizzi affermava che il movimento giovanile nato in quel periodo risultava completamente diverso da quello del leggendario 1968: mentre quest'ultimo chiedeva un rinnovamento radicale dell'intera societ&agrave;, un quarto di secolo pi&ugrave; tardi i suoi epigoni si sarebbero dimostrati privi di immaginazione. A riprova di ci&ograve;, nel giro di poche righe, apperiva due volte il termine 'ragionieri' usato in senso denigratorio.&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>Fri, 25 Nov 2011 10:14:39 +0100</pubDate>
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         <title>Potere/politico, politica e democrazia</title>
         <description><![CDATA[Il politico &egrave; tutto ci&ograve; che concerne il potere in una societ&agrave;. C'&egrave; sempre potere in una societ&agrave;, e sempre ci sar&agrave; (...) A meno che non si creda nella cattiva utopia anarco-marxista secondo la quale un giorno gli individui agiranno spontaneamente in maniera social e dunque non ci sar&agrave; pi&ugrave; bisogno di alcuna costrizione, anzi non ci sar&agrave; bisogno di prendere decisioni collettive. Marx parla, per esempio, di una pianificazione razionale degli scambi tra gli uomini e con la natura. Ebbene, chi compie questa pianificazione razionale? Gli uomini. Sono forse tutti miacolosamente d'accordo? No. C'&egrave; verosimilmente una minoranza, o diverse minoranze (...) Ci saranno quindi decisioni di ordine collettivo. Queste decisioni si imporranno a tutti. Il che non significa che ci dovr&agrave; essere uno Stato, ma che ci dovr&agrave; essere un potere. Ebbene, questo potere &egrave; sempre esistito, anche nella trib&ugrave; primitiva. (...) Questo &egrave; <em>il</em> politico. Ma non &egrave; questo che qui ci interessa.]]></description>
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         <pubDate>Wed, 23 Nov 2011 11:19:22 +0100</pubDate>
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