La verità secondo gli illuministi
ma, nelle dispute che hanno per oggetto la verità, questo non si trova. Certo, si disputa intorno alla verità, ma, qualunque sia la parte che la guadagna, essa non guadagna mai la verità soltanto per se stessa. La parte che perde non perde altro che gli errori, e può dunque, ad ogni istante, partecipare alla vittoria della parte avversa. La sincerità è perciò la prima cosa che esigo da un filosofo. Egli non deve tacermi un'asserzione solo perchè essa potrebbe accordarsi meno con il suo sistema che con il sistema di un altro; e non può tacermi un'obiezione solo perché non è in grado di rispondervi con tutte le sue forze. Se però lo fa, è chiaro che egli rende la verità un affare che torna a suo vantaggio volendo serrarlanegli angusti confini della propria infallibilità.
(G.E.LESSING, Riabilitazione di Gerolamo Cardano [1752], in Id., Opere filosofiche, Torino, 2008, p. 390)
D'altronde, si trattava dello stesso uomo che in altra occasione scrisse:
"Non la verità di cui un uomo è o si crede in possesso, ma il sincero sforzo per giungervi, determina il valore del singolo. Infatti, le sue forze conseguono un miglioramento non in virtù del possesso della verità, ma della sua ricerca e soltanto in questo consiste il sempre crescente perfezionamento umano. Il possesso rende quieti, pigri e presuntuosi... Se Dio tenesse nella sua mano destra tutta la verità e nella sinistra il solo eterno impulso verso la verità, seppur con la condizione di dover andare errando per l'eternità, e mi dicesse: scegli! io mi precipiterei umilmente alla sua sinistra e direi: concedimi questa, o Padre! La verità pura è soltanto per Te!"
Commenti
Già.
Il che però comporta che il conseguimento dlela verità sia possibile.
Se, invece, si sguazza nell'idea che "secondo me" qualsiasi cosa, la verità non è punto interessante (ce l'ho già, basta dire "secondo me") e la faccenda si traduce in un processo (giudiziario, in mancanza di altri riferimenti) in cui cercherò di imporre me stesso sull'altro.
Il diritto così piace perché partecipo un pochino, se vinco, della spada del principe e, come lui, mi diletto a tagliar le teste a tondo a tondo.
N.b. 2 + 2 fa 4. Ha ragione Lessing (tanto per cambiare... :-) )
Lessing ha sempre ragione :)
(A me comunque sembra che, se i tanti che sguazzano nei "secondo me" si attenessero ai principi del diritto - il contraddittorio, l'onere della prova, ecc. - ci guadagneremmo qualcosa rispetto alla situazione attuale.
Si, ma il non attenersi ai vetusti principi di diritto nasce sempre dalla stessa cosa e cioé dall'idea che poichè nulla è vero (nemmeno che l'appello lo devi interporre entro trenta giorni dalla notifica della sentenza) si può dire qualsiasi fesseria coperti dal "secondo me" o, versione ancora peggiore, dal "così dicono tutti" "la maggioranza del campione crede che..." (criterio aletico non a caso caldeggiato da mia suocera).
E così puoi censurare la Costituzione di incostituzionalità, sostenere che il giudice possa integrare a suo arbitrio gli atti di autonomia privata (la mostruosa Cass. 20106/09) e così via.
E così alla fine risultano, date le premesse, avere pure ragione quelli che dicono che tutto è una questione di potere. Perché davvero l'unico dato inconfutabile diventa il fatto di dominare un altro.
Ma la posizione che alla fin fine "tutto è una questione di potere" è ragionevolissima (se non erro è la posizione di Trasimaco nella Repubblica, o più recentemente quella di Humpty Dumpty - o era il Bruco?-). Solo che non è tanto vero che "davvero l'unico dato inconfutabile diventa il fatto di dominare un altro", almeno in società un tantino complesse. Chi è da noi che domina gli altri? Berlusconi che dice ai parlamentari come fare le leggi o i giudici che le devono applicare, o i giornalisti che danno il fatto loro (si fa per dire) agli uni e agli altri? D'altronde, se fosse così inconfutabile chi è che comanda, a che pro tutte quelle dispute tra Carl Schmitt ecc. su chi è il Sovrano? :))
Te e le tue istanze religiose!
Quel che conta non è il dato oggettivo di chi domina chi, ma usare la sensazione soggettiva di potere come chiave ermeneutica della realtà.
Ciài raggione.
(La sentenza della Cassazione è FANTASTICA. Speriamo che le SS.UU. ci mettano una toppa)