Nobiltà tragica
Si spiega così un'altra osservazione di Aristotele sui caratteri tragici, che sembra di primo acchito ingenua e sconcertante: si tratta di quella in cui egli individua come primo loro reqisito che "essi siano nobili" (...) Lo si direbbe un modo troppo elementare di descrivere il fascino dell'eroismo. Eppure è proprio di questo che si tratta. L'eroismo, effettivamente, suscita la simpatia, causa, a sua volta, di pietà e di terrore; e l'eroismo fa sì che lo spettacolo tragico, pur suscitando il sentimento di pietà e di terrore, rimanga forte, stimolante, esaltante. Questa fede nell'uomo, che illumina dall'interno tutte le tragedie, anche le più cupe, corrisponde allo spirito greco del V secolo a.C.
(J.de ROMILLY, La tragedia greca, Bologn, 2009, p. 156)