La mentalità economica precapitalistica
Il bisogno stesso non è determinato arbitrariamente dall'individuo, ma ha assunto con l'andar del tempo nei singoli gruppi sociali un certo valore ed una certa forma che vengono poi considerati come fissi. L'idea che il tenor di vita debba essere conforme al proprio ceto sociale domina tutta l'economia precapitalistica. Ciò che la vita ha lentamente sviluppato, riceve quindi il segno del riconoscimento e della norma dalle autorità del diritto e della morale. L'idea del tenore di vita conforme al proprio ceto sociale costituisce un importante fondamento della dottrina tomistica: è necessario che i rapporti dell'uomo con il mondo dei beni esterni siano soggetti ad una limitazione, ad una misura: necesse est quod bonum hominis circa ea (bona exteriora) consistat in quadam mensura. Questa misura corrisponde al tenore di vita conforme al proprio ceto: prout sunt necessaria ad vitam eius secundum suam conditionem.*
Il modo di vivere deve dunque essere conforme al ceto sociale e quindi varia in misura e qualità a seconda degli strati sociali. Due strati emergono subito nettamente, caratterizzando per il loro tenore di vita la società precapitalistica: i signori e la massa del popolo, i ricchi e i poveri, gli ecclesiastici e i contadini, gli artigiani e i merciai, la gente che conduce una vita libera indipendente, senza un lavoro retribuito, e quella che guadagna il proprio pane col sudore della fronte, i sogetti economici. Condurre una vita signorile significa vivere in abbondanza e far vivere molti altri; trascorrere i propri giorni in un'allegra cerchia di beoni, giocando ai dadi o nelle braccia di belle donne. Significa costruire castelli e chiese, fare sfoggio di pompa e di sfarzo in occasione di tornei o di altre feste, vuol dire ostentare il lusso fin dove i mezzi lo permettono ed anche oltre. Le spese sono sempre maggiori delle entrate. Bisogna dunque fare in modo che queste ultime aumentino: l'amministratore deve elevare i tributi dei contadini, il tesoriere deve alzare i prezzi degli affitti, oppure... si cercano di reperire i mezzi per la copertura del disavanzo al di fuori dei procedimenti economici normali per l'approvvigionamento dei beni. Il signore disprezza il denaro. E' sporco come ogni attività diretta al guadagno. Il denaro serve solo per essere speso: usus pecuniae est in emissione eius. I signori laici ed anche ecclesiastici vissero a lungo così. (...)
Per la gran massa del popolo tuttavia, che disponeva soltanto di mezzi limitati, era necessario, anche nel periodo precapitalistico, mantenere un rapporto costante e ordinato fra spese ed entrate, fra bisogno e rifornimento di beni. Il bisogno da soddisfare era anche in quetso caso un elemento decisivo, un dato di fatto tradizionale.
*Tommaso, Summa Theologica, IIa IIae, qu. 118, art. I.
(W. SOMBART, Il capitalismo moderno [1902], Torino, UTET, 1978, p. 127-129)